
CASABIANCA. Dentro una collezione
Bianca. Intima. Aperta.
Dentro CASABIANCA vive la collezione di arte contemporanea iniziata negli anni ‘80 da Paolo e Antonella: una raccolta personalissima, in divenire. Frutto di visione, missione, passione.
Questa villa candida, con la sua autenticità di dimora, oggi è la loro seconda casa.
CASABIANCA, aperta a tutti, non è un museo, ma un modo per entrare in qualcosa di più grande.
“Noi sappiamo che si parlano
– l’arte e la casa –
anche quando noi non ci siamo.”


Ospitare è diverso da abitare.
Ma entrambi sono accogliere.
L’idea che ha guidato la nascita di CASABIANCA trascende i confini del mondo dell’ospitalità e del collezionismo privato per celebrare l’arte, la cultura e il lago in un luogo dell’abitare e dell’accogliere.

Una villa, un destino
Una villa elegante, rivestita di marmo bianco: tre piani, la facciata mossa.
Così appare CASABIANCA e così è sempre apparsa ai comaschi. Una targa sul cancello la identifica ancora con il suo nome originale.
Disegnata nel 1930 da Piero Ponci, la villa fa parte di un gruppo di tre. Vicine, diverse, rivolte verso il lago. Quasi un esercizio di stile del progettista.
Dapprima residenza poi sede aziendale degli industriali tessili Rosasco, in seguito ceduta al Cavalier Antonio Ratti, dopo aver ospitato una Banca, CASABIANCA è stata acquistata nel 2024 dai collezionisti per una nuova destinazione e destino.

Ma la scintilla?
Tutto è iniziato da una scultura in ceramica acquistata negli anni ‘80 a Como a La Ruota, l’atelier di Ico e Luisa Parisi.
È stato il detonatore di un’amicizia, di un interesse per il contemporaneo, di un confronto continuo sul mondo dell’arte.
Da lì, ulteriori scoperte e ricerche, nuove curiosità ed entusiasmi, fino al punto in cui questa arte ha trovato una casa fuori casa.